La storia del rubinetto dai romani a oggi

I primi rubinetti archeologicamente attestati furono le "valvulae" appartenenti all' epoca romana. Erano rubinetti del tipo “a maschio”, in cui la rotazione di un cilindro forato consentiva o impediva il passaggio dell’acqua. A seguito dello sviluppo dell’ampia rete di acquedotti che rifornivano le città e la numerosa popolazione, si sviluppò una fiorente attività industriale legata alla produzione di rubinetti (valvulae), tubi di piombo (fistulae), ma anche vasche, stufe per riscaldare l’acqua (boiler), ecc..

In epoca romana si affermarono anche alcuni esempi di “miscelatori” con i quali era possibile erogare acqua fredda o, alternativamente, acqua calda. La miscelazione dell’acqua alla temperatura desiderata avveniva nella vasca sottostante, mentre dalla vasca l'acqua usciva fredda o bollente.

L’invenzione del rubinetto a vite è attribuita al mercante inglese di ferramenta Thomas Grill nel 1800. Con questo dispositivo fu possibile graduare, per la prima volta, il flusso dell'acqua. Nel 1975 iniziò la commercializzazione dei primi miscelatori monocomando a dischi ceramici. Precedentemente erano stati studiati e commercializzati miscelatori termostatici basati su tecnologie meccaniche differenti.

L'evoluzione tecnologica ed importanti investimenti in Ricerca&Sviluppo hanno consentito ad alcuni brand fra cui Ideal Standard e Dolomite ceramiche che da oltre 40 anni operano nel settore, la produzione di miscelatori a risparmio idrico ed energetico in un ottica sempre più legata al mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema, sfruttando al contempo il nuovo design lineare ed essenziale che rende comunque il prodotto esteticamente migliore.

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